I MANOSCRITTI MUSICALI: CATALOGAZIONE E INFORMATIZZAZIONE

In quanto “beni culturali” di recente acquisizione dal punto di vista normativo, e inseriti comunque nell’elenco definitivamente redatto e “normato” dal Codice dei Beni culturali e del Paesaggio (Decreto Legislativo n. 42/2004), i manoscritti musicali hanno avuto dal punto di vista catalografico un percorso analogo a quello dei beni architettonici, archeologici e storico artistici.

Infatti, come per i beni culturali “materiali” l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD), organismo centrale del Ministero per i Beni culturali  (oggi Ministero della Cultura) ha creato la schede “A” per i beni architettonici; la scheda “RA” (Reperto Archeologico) per i beni archeologici; la scheda “OA” (Oggetto Artistico) per i beni storico artistici, al fine di gestire attraverso “database” informatizzati il patrimonio culturale relativo ai beni diffusi presenti sul territorio italiano, per i manoscritti musicali l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche (ICCU), anch’esso organo centrale del Ministero della Cultura, ha elaborato una “Guida alla descrizione catalografica uniforme dei manoscritti musicali” a cura di Massimo Gentili-Tedeschi, pubblicata a Roma nel 1984, di cui qui di fornisce il link:
https://www.iccu.sbn.it/pagine/Guidamusica/gdmm.htm

La scheda sostanzialmente si divide in quattro campi principali

I primi tre campi sono dedicati all’individuazione degli elementi essenziali di un manoscritto musicale:
*I*   Collocazione*II*  Intestazione*III* Titolo uniforme o convenzionale
Il quarto campo della scheda
*IV* Descrizione 
entra invece più in dettaglio e articola in diversi sottocampi l’analisi del manoscritto musicale e la restituzione dei dati in forma catalografica, e quindi gestibile con un database.
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Sarebbe troppo lungo esaminare qui la scheda nella parte dedicata alla Descrizione, perché è molto analitica e frammenta, anzi quasi “polverizza” la descrizione dei dati, a tutto vantaggio però della ricerca, attraverso le “Key words”, dei vari elementi costitutivi del manoscritto musicale stesso, permettendone il confronto con altri gruppi di manoscritti conservati in altri contesti e oggetto anch’essi di catalogazione.

Infatti le schede di catalogo informatizzate, a qualunque “bene culturale” facciano riferimento, sono redatte con il principio di individuare “Key words” in modo tale che le informazioni vengano reperite attraverso elementi standardizzati e tipici e gli stessi testi descrittivi devono permettere una ricerca per “elementi chiave” in modo tale da permettere “incroci” e “confronti” con altri oggetti simili.

Nel “sapere antico” per ottenere la conoscenza di una materia o di un oggetto occorreva leggere l’intero libro, pur se indicizzato.
Con l’informatizzazione di una schedatura, tutte le informazioni pertinenti ad uno stesso oggetto sono “mobili” e si possono ricercare, individuare e prelevare in ogni momento.
I manoscritti musicali sono un patrimonio culturale fondamentale dell’Italia e quindi la loro catalogazione vale quanto la catalogazione del nostro patrimonio culturale architettonico, archeologico e storico artistico.

Giovanni Giacomo Pani

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