VOGLIO SEMPRE AVERE SOGNI E VOGLIO SEMPRE ESSERE CURIOSO

Mert Solmaz è un  pianista Classe 1994 di origine turca che ha iniziato la sua formazione a 10 anni presso l’Università di Trakya, con il Professore Akın Araboğlu. Durante il periodo della Scuola Media è passato al Conservatorio Nazionale delle Belle Arti di Mimar Sinan e ha concluso il periodo degli studi della scuola media e del  liceo con i professori Hülya Tarcan e Ayça Yılmaz. Ha tenuto concerti a Edirne e a Istanbul, nell’Auditorium di Sevgi Gönül (presso l’Università Koç), presso l’Albert Long Hall (presso l’Università di Boğaziçi) , nell’Università di Galatasaray, nella Sala di Mustafa Kemal (presso l’Università Tecnica di Istanbul), nel Museo dei Palazzi Nazionali (a Istanbul), nell’Auditorium di Sedad Hakkı Eldem (presso l’Università delle Belle Arti di Mimar Sinan) e in  altre sedi importanti interpretando compositori Turchi e opere contemporanee. Durante il suo periodo di formazione ha lavorato con la pianista Iris Şentürker,(musica da camera), con il M° Ece Demirci per la lettura a prima vista. Ha collaborato con il flautista Vieri Bottazzini, nell’orchestra degli strumenti a fiato in Turchia e in Austria nell’accademia Mozarteum a Salisburgo (una delle scuole musicali più importanti d’Europa) con il M° Rolf Plagge. Inoltre, si è esibito in diversi concerti di successo nel Mozarteum Solitar e nel Wiener Saal sempre a Salisburgo. Mentre continuava i suoi studi nell’Università di Mimar Sinan, ha vinto una borsa di studio, ottenendo la possibilità di studiare presso il Conservatorio di Santa Cecilia che è uno dei più antichi e prestigiosi conservatori d’Europa, dove è stato allievo della Prof.ssa Damiani e con il M° Roberto Galletto, partecipando a diversi concerti. Ha frequentato con successo masterclasses con i maestri Maurizio Vallina (Cuba), Pier Reach (Francia), Aldo Ragone (Italia), Yury Martynov (Russia) e Ingrid Marsoner (Austria), Antoinette van Zabner (Stati Uniti), Tim Ovens (Germania), Drafi Kalman(Ungheria) pianisti famosi a livello mondiale. Nel settembre 2014 è stato ammesso, con la votazione più alta, al conservatorio Santa Cecilia e novembre 2016 si è laureato con la votazione 108/110, nel quale ha avuto la possibilità di studiare clavicembalo e basso continuo con la Prof.ssa Barbara Vignanelli, accompagnamento con la Prof.ssa Patrizia Gigante, musica contemporanea con Prof.ssa Maura Morelli e musica vocale da camera con la Prof.ssa Amelia Felle. Nello stesso anno ha tenuto diversi concerti e ha vinto tre concorsi di pianoforte a Bologna, Salerno e Napoli. Nel Settembre 2018 il Maestro Amelia Felle lo ha scelto come ”cultore della materia” della sua classe notando in lui ottime qualità musicali e professionalità. Attualmente sta continuando i suoi studi con la Prof.ssa Margherita Traversa. È laureato con la Lode e la Menzione d’Onore. Nel 2019, ha fatto dei concerti presso l’Istituto d’Ungheria, l’Ambasciata Slovacca e la Galleria Doria Pamphilj.

Com’è nata la tua passione per la musica? Sei figlio d’Arte? È una scelta fatta dalla tua famiglia per la tua educazione oppure è stato un caso?

Per motivi di lavoro di mio padre, dovevo cambiare città ogni quattro anni. Proprio l’anno in cui ho cominciato il secondo anno della scuola elementare, ci trovammo ad Edirne che è una città progressiva e laica. Li, c’è uno dei pochi conservatori dove si può cominciare a studiare la musica così presto. È stato una fortuna e la scelta dei miei genitori anche perchè mio padre è un grande amante di musica classica da quando è giovane. Vengo da un gruppo etnico della Turchia e come tratto comune di questa  minoranza, c’è l’interesse per la musica, l’arte e un’alta formazione in generale. Ciò è per tutti fondamentale e rispettato molto dalla comunità.

Hai fatto concerti in posti prestigiosissimi non solo in Europa ma anche ben oltre. Leggiamo con entusiasmo che malgrado la tua giovane età, il tuo pianoforte ti ha portato già un bel po’ in giro! Raccontaci delle tue esperienze musicali in viaggio per il mondo ma anche dei tuoi incontri con musicisti, maestri.

I concerti per noi musicisti sono gli eventi più speciali; sono dei momenti di magia. Una volta che supero un concerto, mi sembra sempre dopo non aver vissuto un vero momento…Mi piacciono sicuramente le sale piccole dove sono allo stesso livello del pubblico. Voglio essere in intimità con il pubblico e avere la possibilità di condividere la musica e i nostri sentimenti. Le sale molto grandi con un palcoscenico alto non saranno le mie preferite ( tranne l’opera e l’orchestra) anche se sono molto contento di aver fatto alcune esperienze indimenticabili in posti come Wiener Saal di Salisburgo e Albert Long Hall di Istanbul.

Con il tempo, Roma è diventata la mia casa e adesso qualsiasi concerto faccio qui per il pubblico romano è un vero piacere. Alla fine del 2019, ho fatto un concerto molto importante per me anche perché ho suonato delle opere di un compositore che è nato ad Istanbul, simbolo di una storia triste ma poco conosciuto in Italia.

I masterclasses ti hanno permesso di soggiornare ed entrare in contatto con altre realtà professionali. Dove torneresti più volentieri?

Avere un rapporto Maestro-Allievo è molto diverso di quello tra i professori e gli studenti. Noi cresciamo con i nostri Maestri e impariamo ad essere un artista e un musicista. Per me, oltre al livello pianistico, è importante anche il punto di vista artistico, la personalità e la loro visione della vita. Ho avuto l’opportunità di studiare con tanti pianisti importantissimi  al livello mondiale ma credo che Pier Reach del Conservatorio di Parigi, Antonietta von Zabner di Vienna e Pierluigi Camicia di Lecce sono i tre nomi che mi hanno lasciato una grande impressione.

La nascita del tuo Ensemble  è sicuramente un momento importante nella tua vita di musicista, nella tua vita tout court. Ci puoi presentare le tue colleghe e anche la vostra attività?

Esattamente. Sono molto orgoglioso  della nascita del nostro ensemble. È stata una decisione con le mie migliore amiche e colleghe di Istanbul, Burcu Yasin, musicologa, Ayşe Ece Gunessen – Mezzosoprano e Deniz Erden – pianista. 

Yasin, la nostra amica musicologa è una persona veramente interessante che ha

sempre  idee e progetti molto particolari. È per questa ragione che è stata  invitata in Canada per il dottorato. Tuttavia, ci dispiaceva molto che tutto il lavoro prezioso che fa veniva sottovalutato quando facevamo i concerti perché la storia dietro i compositori, la loro musica è fondamentale per noi musicisti ma anche per il pubblico quindi senza le sue ricerche avremmo avuto  un altro livello. L’idea era come potevamo portarla sul palcoscenico e così  è nata quest’idea di concerti raccontati. Soprattutto in un paese come la Turchia è ancora più importante perché ci sono tante persone che si interessano alla musica classica ma hanno poche conoscenze ma con questa esperienza hanno avuto l’opportunità di capire la musica in un punto di vista più complesso e più profondo. Il nostro primo progetto è stato dedicato alle compositrici e, dopo mesi di ricerche, abbiamo creato un repertorio molto particolare, poco conosciuto ma con le musiche meravigliose delle compositrici.

Certo, non posso che fermarmi sul nome affascinante del tuo ensemble! Ensemble flâneurs. Perché Flâneurs? Curiosare, passeggiare, studiare, vagabondare, suonare, suonare…

Flâneur, perché noi quattro siamo stati sempre in giro, per le nostre professioni, per la nostra vita, ogni tanto anche in cerca di  una casa,  dell’appartenenza in un posto. Anche se abbiamo creato questo ensemble, era anche difficile ritrovarci tutti insieme perché per fare il nostro lavoro ci siamo dovuti spostare. Sentiamo sempre che siamo diversi da nostri colleghi o vogliamo essere diversi. Come un Flâneur nei posti sconosciuti, con il coraggio di non conoscere nessuno, di essere anonimo abbiamo sentito il potere di fare quello che vogliamo. Flâneur è sempre nelle vostre vite ma sempre di passaggio, sceglie la solitudine ma si dedica per osservare gli altri. È curioso; raccoglierà le storie più interessanti e vi le racconterà.

Quali sono i tuoi compositori prediletti? Che opere vorresti suonare al tuo pubblico?

Da quando sono piccolo sono stato sempre sotto l’influenza della cultura francofona nell’ambiente artistico turco. Esiste un rapporto storico e molto ricco tra Francia e Turchia dall’Impero Ottomano ma non solo, anche dopo la fondazione della Repubblica Turca. Io adoro questa sintesi culturale di due culture molto diverse. La maggior parte della prima generazione degli artisti turchi è andata a Parigi per la loro formazione, includendo anche musicisti classici che sono stati un modello per me. Perciò, potrei dire che i compositori francesi sono fondamentali per me soprattutto dopo la nascita dell’impressionismo; parlando di sintesi tra musica europea con influenza asiatica come C. Debussy ma non solo, anche M. Ravel, F. Poulenc e C. Franck , anche se ha origine belga, per il repertorio pianistico sono i miei preferiti. Oltre questi grandi nomi mi piace il misticismo di Scriabin, la lingua teatrale di F. Liszt e la passione di Schumann anche per il repertorio di Lieder.  Sono un grande amante di musica di G. Puccini, così ogni volta che ascolto la sua musica non mi basta per niente. Non voglio che finisca …

Tre parole che contano per te? Che vorresti custodire per sempre?

La tolleranza, la curiosità e la sincerità… Mi affascinano tanto i bambini; come sono aperti, come sono trasparenti e curiosi. Voglio sempre sognare, voglio sempre avere sogni e voglio essere sempre curioso. Vorrei compilare questo viaggio nella vita  essendo sempre sincero, modesto, rispettando gli altri e senza arroganza.

                                                           Intervista a  Mert Solmaz.

                                                                                           Laurence Jeantet

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